La Duke University scopre il Santo Graal delle rinnovabili

Allora: Il Corriere della Sera ripubblica un articolo del NYT, uno dei tanti, di un professore americano che sostiene che il solare costa meno del nucleare e che il North Carolina può sostenersi con solo vento e sole e questo blog come mille altri in Italia si riempe di “avete visto, ve lo avevamo detto”.

Bene . Qualche domanda allora che ripetiamo continuamente e a cui nessuno risponde mai.

 

1.   Lo studio più serio e sfavorevole al nucleare, quello del MIT, che viene aggiornato ogni anno, stima una forchetta nel costo del nucleare con un valore massimo di 8 cent di dollaro. Attribuiva questo costo soprattutto al rischio sul capitale e precisava che comunque sarebbe bastata una modesta tassazione della CO2 per rendere comunque l’ energia nucleare competitiva. Obama ha affrontato il problema riducendo il rischio finanziario con la garanzia dello Stato

2.   Il ragionamento fatto dall’esimio professore vale anche per il carbone, oppure quello va bene? Ricordo che circa il 45% dell’energia elettrica americana si fa con il carbone, come nel resto del mondo. O il solare deve sostituire il nucleare e lasciare al potere  carbone e gas? Ma perché ‘sti benedetti ambientalisti non si preoccupano mai dei combustibili fossili?

3.   Pigliamo un normale giorno d’inverno (novembre, dicembre, gennaio e febbraio per stare stretti)  verso le 16/17.00 del pomeriggio.  Le temperature, già fredde diminuiscono ulteriormente, fabbriche e uffici sono aperti, i bambini sono tornati da scuola e le case sono in funzione, nelle strade si accende l’illuminazione pubblica, le metropolitane intensificano le corse… Insomma siamo al picco giornaliero della domanda. Di sole neanche l’ombra, il vento soffia, se soffia, lontano sulle coste (non certo in Italia dove a quell’ora i venti marini sono già in diminuzione). Chi la da’ l’energia elettrica necessaria? Il Professore americano?

4.   Insomma, come ha ben spiegato su questo sito AleD, c’è un 25% della nostra energia elettrica che ci serve a tutte le ore del giorno e della notte. Quando piove e quando c’è il sole, quando tira il vento e quando no. Come la facciamo questa energia? Ci sono solo tre modi. Carbone, gas o nucleare. Scegliete voi, cari ambientalisti.

 

Sono stato sommario e schematico. ma spero chiaro. Il NYT pubblica decine di articoli sull'energia. Fra l'altro dispone di un ottimo sito che abbiamo linkato su questo blog. Essendo un giornale abbastanza democratico pubblica un po' tutte le opinioni. Ma solo in Italia, si preferisce dar retta alla Duke University.

 

L’energia nucleare è peccato?

Sostanziale apertura della Chiesa sul nucleare civile, come emerge dall’intervento di Monsignor Giampaolo Crepaldi, Arcivescovo di Trieste e presidente dell'Osservatorio Internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina sociale della Chiesa, durante i lavori del convegno organizzato da Sogin sulla sicurezza nucleare tenutosi a Trieste venerdì 16 luglio.

Interessante rimarcare che, in merito al binomio energia e ambiente, mentre la Chiesa condanna un approccio utilitaristico di manipolazione e sfruttamento dell’universo, valorizza invece la “variabile umana” spesso trascurata dai movimenti ecologisti a scapito di una divinizzazione della natura.  

Le problematiche energetiche nella Dottrina sociale della Chiesa  intervento di Mons Giampaolo Crepaldi

Mentre vi sto parlando, la “marea nera” – come è stata chiamata dai giornali – seguita all’esplosione della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel Golfo del Messico continua a causare gravi conseguenze sulle persone, sull’ambiente e l’economia. L’estensione della “marea” al 16 giugno scorso era pressappoco pari alle regioni dell’Italia settentrionale. Non c’è alcun dubbio che, davanti a queste catastrofi naturali (ma a ben vedere non esistono catastrofi solo “naturali”, perché tutte riguardano anche l’uomo e solo per questo possono essere chiamate catastrofi) ci si interroghi ancora più insistentemente sul futuro energetico dell’umanità. Ci sono, a questo proposito, varie ipotesi sul tappeto, che però spesso vengono affrontate con una forte carica ideologica e facilmente estremizzate. Si parla insistentemente di una “economia verde” che però non sembra essere così “puramente ecologica”come si tende a dire. Oggetto di discussioni accorate è anche e soprattutto la questione dell’energia nucleare, davanti alla quale i fronti si dividono spesso radicalmente, come se attorno al nucleare si combattesse una battaglia assoluta tra il bene e il male. Caratteristiche principali di questa contrapposizione ideologica radicale sono di solito la scarsa attenzione ai dati, l’estremizzazione del principio di precauzione fino a separarlo da quello di responsabilità, l’enfasi posta sul rischio indotto, che in vero è qualcosa di inevitabile nelle società moderne e dal quale non potremo più completamente esentarci a meno di un ritorno alle società arcaiche preindustriali ed infine una certa confusione tra leggerezza e pesantezza, per cui spesso l’aggettivo pesante è attribuito con toni squalificanti senza considerare che in tante pratiche che oggi vengono detto leggere si nascondono pesantezze – per esempio in termini di potentati economici - non trascurabili. Continua a leggere →

Nasce il Forum, prosegue il Blog

invito_fni_itSi annuncia la costituzione del Forum Nucleare Italiano, associazione non profit nata per la volontà di alcune imprese interessate a partecipare al nuovo programma nucleare italiano e convinte che questo debba accompagnarsi da un forte impegno di comunicazione dopo anni di “vuoto informativo”. Il Forum si propone come soggetto attivo nel dibattito pubblico sulla rilevanza dell’opzione nucleare nel mix di energie pulite e CO2 free.

Sono stato chiamato a presiedere il Forum, carica che, sostanzialmente, mi porterà a proseguire, seppure in un modo più  formale, la mia attività di sensibilizzazione  e divulgazione sull’energia nucleare con lo stesso spirito e apertura con i quali ho cercato di farlo in questi 18 mesi di vita del blog.  Il cui valore e riuscita si misurano principalmente nella qualità dei vostri commenti.

Newclear non chiude i battenti, ma diventa uno degli elementi delle attività di comunicazione del Forum che ha come riferimento gli organismi analoghi operativi negli altri paesi: Belgio, Spagna, Svizzera, Germania, Usa, Svezia. Cercherò di mantenerlo libero ed informale come è stato in  questi mesi.

Spero di continuare ad avere tutti voi come compagni e critici di questa nuova avventura.

 

Per chi volesse venire, il Forum viene presentato a Roma, martedì 27 luglio ore 11.00 a Palazzo Marini. 

Vaticano e nucleare: esegesi delle “verità” antinucleariste dei Beati Costruttori per la Pace

Di Giulio Bettanini

A seguito della distribuzione come allegato ad alcuni giornali diocesani di un libretto informativo sul nucleare intitolato "Energia per il futuro" redatto dalla MAB.q, la concessionaria per la pubblicità di Radio Vaticana (probabilmente) in collaborazione con Enel, un’ala cattolica più 'liberal' indignata per questa sgradita ingerenza sulle coscienze dei fedeli, ha risposto alla 'provocazione' con un opuscolo intitolato "Nuova pulita rinnovabile ENERGIA".

 

Non volendo entrare nella polemica in merito all'opportunità o meno di tirare la bianca tunica del Santo Padre dall’una o dall'altra parte, mi sono limitato a cercare di capire quale sia la posizione ufficiale della Chiesa sul nucleare pacifico, dopo una breve ricerca ho verificato che, pur con tutte le cautele, c'è una posizione di sostanziale apertura, in particolare riporto le parole del Pontefice tratte dall'Angelus del 27 luglio 2007 che mi sembrano piuttosto chiare ed incisive:

 

"[....] Domenica scorsa, ricordando la "Nota" che il 1° agosto di 90 anni fa il Papa Benedetto XV indirizzò ai Paesi belligeranti nella prima guerra mondiale, mi sono soffermato sul tema della pace. Ora una nuova occasione mi invita a riflettere su un altro importante argomento connesso con tale tema. Proprio oggi, infatti, ricorre il 50° anniversario dell'entrata in vigore dello Statuto dell'A.I.E.A., l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, istituita con il mandato di "sollecitare ed accrescere il contributo dell'energia atomica alle cause della pace, della salute e della prosperità in tutto il mondo". La Santa Sede, approvando pienamente le finalità di tale Organismo, ne è membro fin dalla sua fondazione e continua a sostenerne l'attività. I cambiamenti epocali avvenuti negli ultimi 50 anni evidenziano come, nel difficile crocevia in cui l'umanità si trova, sia sempre più attuale e urgente l'impegno di incoraggiare la non proliferazione di armi nucleari, promuovere un progressivo e concordato disarmo nucleare e favorire l'uso pacifico e sicuro della tecnologia nucleare per un autentico sviluppo, rispettoso dell'ambiente e sempre attento alle popolazioni più svantaggiate. [....]"

 

Nei due opuscoli sono contenute delle dichiarazioni di intenti dove si indica il motivo per cui sono stati redatti, il primo opuscolo, quello pro-nucleare ci dice che il suo scopo è “fornire un quadro completo della situazione energetica italiana e mondiale, valutare gli aspetti positivi e quelli, invece, più problematici e lasciare alla valutazione del lettore il giudizio sulla necessità o meno del ritorno al nucleare”. Il secondo opuscolo, quello anti-nucleare, invece dice: “Abbiamo prodotto quest’opuscolo per cercare di fornire a tutti una serie di informazioni disponibili da tempo tra gli addetti ai lavori, ma che fanno fatica a trovare spazio su mass-media, più spesso attenti ai giochi di potere che alla verità dei fatti. [....] Quel che ne pensa il governo o l’Enel ve lo dicono quasi ogni giorno alla radio e alla televisione. Ma c’è un’altra versione dei fatti (e dei misfatti)...”

Quindi capiamo che se il primo libretto illustra le verità ‘ufficiali’ ed ampiamente diffuse sul nucleare (ed infatti leggendolo si vede che lo fa piuttosto bene e senza errori), il secondo ci racconta cose che sanno solo in pochi, delle verità ‘più vere’ di cui la comunità cattolica (e non) è stata tenuta all’oscuro. Continua a leggere →

La Cina non ci sta. Energivori, no. Primi della classe, sì.

E’ la notizia del giorno: il sorpasso della Cina sull’America nei consumi di energia. Si sono sprecate molte iperbole e  costruite molte ipotesi sui futuri equilibri geopolitici. Ma sull’alba della “nuova era dell’energia” come l’ha definita Faith Birol, l’economista capo della Iea, si addensano già delle nubi. In primis, la smentita sdegnata della stessa interessata che contesta i dati del International Energy Agency riportati dall’articolo del Financial Times. Nel 2009 la Repubblica Popolare Cinese ha divorato l’equivalente a 2.252 milioni di tonnellate di petrolio, il 4% in più degli Stati Uniti che a causa della recessione si sono fermati a 2.170 milioni di tonnellate. Secondo il portavoce del China National Energy Administration, le stime dell’Iea possono essere considerate come valori di riferimento ma non sono credibili e soprattutto non riflettono correttamente la reale situazione cinese. In particolare, sottovalutano i risultati della nazione nell’efficienza energetica, nella riduzione delle emissioni e nello sviluppo di nuove forme di energia.

Il paragone riportato dall’articolo del Financial Times uscito ieri che non va giù ai dirigenti cinesi è che “dieci anni fa gli Stati Uniti consumavano  il doppio  dell’energia della Cina, e che oggi,  diventata la terza potenza economica al mondo, la Cina consuma più degli Stati Uniti”. Ciò, a detta di Faith Birol interpellato da FT,  è dovuto un maggiore progresso nel miglioramento nell’efficienza energetica da parte degli Stati Uniti: 2,5% annuale contro l’1,7% cinese.

Pronta la risposta cinese. La Cina ha superato sì gli Stati Uniti ma nell’utilizzo di nuove fonti energetiche pulite. E’ la prima nazione al mondo per capacità idroelettrica installata; quella con l’utilizzo più esteso del solare termico, quella con l’energia eolica in maggior sviluppo e quella con il maggior numero di reattori nucleari in costruzione. Parola di Zhou Xian.