11.Sep.2009 alle 11 | Autore: pat
Oscar Wilde, Olkiluoto e la curva di apprendimento
I ritardi e la lievitazione dei costi nella costruzione di Olkiluoto 3 sono diventati per alcuni, un ottimo pretesto per strombazzare che il tempo del “rinascimento” nucleare è tramontato prima ancora di arrivare. Non si tratta solo di organi d’informazione di parte, anche il compassato Financial Times ha calcato la mano sull’odissea finanziaria del progetto finlandese, sottolineando con intenzionalità, le dichiarazioni del presidente di Areva Anne Lauvergeon, che ammetteva di non essere in grado di definire con certezza il costo finale dell’opera. Per la cronaca, questa settimana sul cantiere si è festeggiato un importante traguardo nell’avanzamento dei lavori. la posa della cupola di acciaio di 200 tonnellate e 47 metri di diametro sul duomo del reattore OL3.
Quando un progetto è così complesso e oneroso come quello una centrale nucleare, tanto più quando il progetto di durata pluriennale, viene dapprima trascinato da spinte inflazionistiche sui prezzi delle materie prime e poi travolto dalla recessione, è improbabile che non sorgano controversie tra le parti e battute di arresto .
Non si tratta di trovare delle attenuanti come del resto ribadisce anche Rod Adams, ma il cantiere finlandese va considerato come una palestra di allenamento per un’industria che subisce un’attenzione altamente vigilante (se non decisamente diffidente) da parte dell’opinione pubblica . I contrattempi e i disaccordi tra costruttore e il consorzio Tvo sono frustranti ma non sorprendenti. All’infuori di alcuni paesi asiatici dove si è raggiunta un certa maturità nella costruzione di nuove centrali, nel resto del mondo sono trascorsi diversi anni dalla costruzione degli ultimi impianti. Dagli anni ’70-80 è subentrata una nuova generazione di lavoratori che impiegano tecniche che si sono notevolmente raffinate e lasciano spazio a un continuo processo di perfezionamento.
A dimostrazione dell’acutezza dell’osservazione di Oscar Wilde “chiamiamo esperienza i nostri errori passati”, alcune delle lezioni imparate a Olkiluoto sono già servite a Flammanville. Il progetto francese rappresenta un altro passo nella curva di apprendimento che condurrà verso un costo unitario per la quarta, quinta e sesta unità decisamente inferiore rispetto alla prima con la tecnologia EPR.









il cantiere finlandese va considerato come una palestra di allenamento???
Dico… stiamo scherzando, vero?
Mi risulta che i finlandesi avessero comprato una centrale nucleare per 2,5 miliardi di euro, non un laboratorio di ricerca che ha sforato il budget di più del doppio. Provate a spiegarlo a loro il concetto della palestra di allenamento e abbiate la serietà di riportare i loro commenti insieme all’articolo qui sopra. (senza bisogno di scomodare Oscar Wilde, visto che non sarà di certo lui a tirare fuori gli euro non previsti!).
Evidentemente qualcuno deve essere riuscito a spiegarlo molto bene, oppure i finlandesi devono averlo capito da soli.
http://www.tvo.fi/www/page/ol4_en/
tanto è vero che ne vogliono costruire un’altra…
ecco notizia fresca fresca di stampa, alla faccia di chi diceva che i finlandesi si erano scottati con OL3……..
http://www.world-nuclear-news.org/NN_Two_out_of_three_for_Finland_2104102.html