5.Mar.2010 alle 5 | Autore: pat
Patrick Moore “Perché non sono più contro”
Lei che, per decenni, è stato contro ad almeno due o tre cose al giorno, ora è a favore del nucleare. Che cosa le ha fatto cambiare idea?
Ritengo che sia realmente importante oggi per attivisti ambientali cercare delle soluzioni. Nel passato eravamo prevalentemente contro per prevenire le più clamorose distruzioni del pianeta. Oggi giorno diverse di quelle emergenze sono state risolte: l’aria è più pulita, l’acqua meno inquinata. Sebbene ci sia ancora molto da fare, oggi dovremmo concentrarci nel cercare soluzioni per raggiungere una futura sostenibilità. Il nucleare civile è tra le più importanti tecnologie energetiche per ridurre l’uso di combustibili fossili, per fermare l’inquinamento e impedire ulteriori immissioni di gas serra nell’atmosfera. E’ evidente che il nucleare sta vivendo una fase di crescita: ci sono oltre cinquanta reattori in corso di costruzione nel mondo, venti nella sola Cina che sta svolgendo un ruolo di apripista . Io sono convinto che il “rinascimento nucleare”, così come è stato definito, verrà abbracciato da un numero sempre maggiore di nazioni mano a mano che realizzeranno che il nucleare è meglio delle fonti fossili per generare abbondante elettricità.
Quali saranno gli effetti della politica di Obama sullo sviluppo del nucleare nel resto del mondo?
La decisione di Obama è la cosa più importante che sia capitata all’industria nucleare negli ultimi 30 anni. Non dovremmo sottovalutare l’importanza del messaggio per gli Stati Uniti, in particolare, ma anche per il resto del mondo. Che non devi essere un conservatore, o votare a destra per essere a favore del nucleare. Che l’energia nucleare è importante anche da un punto di vista ambientale, di conseguenza anche chi è di sinistra e/o ha una coscienza ambientale dovrebbe considerare l’opzione nucleare. Perché questa è, nella storia dell’umanità, probabilmente la più straordinaria realizzazioni dell’ingegno umano; è quasi miracoloso poter prelevare una pietra dal suolo e riuscire a trasformarla in un combustibile con un duraturo effetto energetico. Abbiamo riserve di energia nucleare per migliaia di anni. E’ una combustione pulita, non incide, come i combustibili fossili, sull’inquinamento dell’aria, e l’intero ciclo di vita dell’uranio produce un limitato ammontare di emissioni di gas serra. E’ economicamente conveniente e assicura, a differenza del solare ed eolico che sono molto intermittenti, un flusso continuo di energia, lo zoccolo indispensabile per far marciare le nostre industrie, ospedali, scuole, abitazioni.
Che cosa direbbe alle persone che non vogliono andare a vivere vicino a una centrale nucleare?
Direi loro, guarda, il consenso al nucleare è molto più elevato nei pressi delle centrali di quanto non lo sia nel resto del paese. Gli abitanti nelle vicinanze hanno imparato a capire che l’impianto nucleare è pulito, sicuro e procura un notevole benessere economico alla comunità. Una volta un canale televisivo statunitense mi chiese se sarei stato disposto a vivere vicino a una centrale ed io un po’ sfrontato, risposi che sarei stato assolutamente a mio agio a viverci dentro. E’ uno dei posti più sicuri in cui lavorare oggi. I lavoratori di un impianto nucleare godono generalmente di una salute migliore del resto della popolazione. La ragione è che vige una tale attenzione e cura allo stato di salute che i lavoratori sono seguiti in modo molto più scrupoloso, adottano uno stile di vita migliore e quindi vivono più a lungo e meglio della media della popolazione. Riassumendo, direi, se vuoi avere una vita più salubre, trovati un lavoro in una centrale.
Chi sono i peggiori nemici del nucleare: gli ambientalisti? Le paure percepite? Prezzi dei combustibili fossili meno cari? La scoperta di importanti giacimenti di gas da scisti?
Effettivamente uno degli ostacoli alla costruzione di nuovi impianti nucleari è l’elevata intensità di capitale di questi progetti. E’ più costoso che costruire una centrale a gas o a carbone. Ma una volta costruite diventano una fonte molto economica di generazione di elettricità. Siccome l’uranio rappresenta solo una piccola incidenza sui costi operativi, il prezzo del kilowattora nucleare non sarà soggetto a oscillazioni come invece è il caso per il gas o il petrolio. Quindi, sì l’aspetto economico costituisce un nodo ma superabile. In funzione un impianto nucleare produce energia a basso costo per 60-80 anni. Un altro problema è la paura delle radiazioni. Però è un allarme irrazionale che non ha riscontro nella realtà. Nessuno è mai stato ferito dall’uso dei reattori o dai rifiuti prodotti da essi. Quello la gente chiama scorie ma che, in pratica, è una riserva di energia per il futuro che dovrebbe essere preziosamente custodita affinché si possa riutilizzarla fra qualche tempo. La fobia radioattiva è un problema cruciale. Il sole, per esempio, emette radiazioni nucleari, perciò non dovremmo rimanere esposti troppo a lungo altrimenti ci ustioniamo. Sono le radiazioni a bruciarci. Lo stesso vale per qualsiasi tipo di fonte di radiazioni. Fino a quando non ne riceviamo una dose eccessiva, noi saremo al sicuro. La gente deve imparare a capire che l’equazione radioattività uguale morte è falsa.








